Prime Esperienze
Oratorio
27.08.2026 |
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"Ha preso la mia mano e l’ha messa sui suoi pantaloni, sentivo il suo cazzo duro..."
La prima volta che è successo era estate e stavo giocando a pallone da solo nel campetto dell’oratorio, come spesso succedeva. Si avvicina don Giorgio, che conoscevo bene perché era il mio allenatore di calcio e mi chiede di aiutarlo a portare in camera sua delle cose. Gli risposi subito di si, anche perché ero curioso di vedere le camerate dei preti. Era la prima volta che vedevo il don in borghese, senza la tunica. Aveva dei pantaloncini corti e la camicia. Lo seguii fino in soffitta. Dovevamo prendere degli scatoloni, per farlo dovevamo spostarne degli altri pieni di polvere. Per non sporcarmi mi tolsi la maglia, anche perché faceva molto cado, e rimasi in pantaloncini da calcio. Don Giorgio mi fece subito i complimenti per il fisico e iniziò ad accarezzarmi la schiena, arrivando con la mano fino all’altezza dell’elastico dei pantaloncini.
La carezza mi aveva eccitato. Il don si è subito accorto della mia eccitazione, non poteva fare altrimenti, era evidente. Mi ha rimproverato scherzando dicendomi che era normale e che succedeva anche a lui. Per dimostrarmelo si è sbottonato i pantaloni e lo ha tirato fuori.
Era enorme, tra i più grossi che avevo visto di persona. Ha preso in mano il mio cazzo ed ha cominciato a farmi una sega. Mi era diventato durissimo e lui ha cominciato a succhiarmelo. Tranquillo, mi diceva di stare tranquillo. Si è spogliato completamente nudo, si è spalmato della vaselina sul culo. Mi ha chiesto di metterglielo dentro, cosa che ho fatto.
L’ho inculato e sono venuto. Mi ha messo il suo cazzo in mano e voleva che lo accarezzassi ma io ho rifiutato e volevo andarmene. Don Giorgio mi ha afferrato le spalle, era un uomo forte, mi teneva fermo contro la parete e con una mano mi ha tolto i pantaloncini. Volevo gridare ma mi teneva chiusa la bocca con la mano e mi diceva di stare zitto, che non sarebbe successo niente, che mi sarebbe piaciuto.
“È il mio regalo per i tuoi quindici anni!” mi disse.
Sentivo la sua mano toccarmi il culo ed un dito pieno di vaselina scivolare dentro, se l’era portata dietro il don, mi aveva teso una trappola. Ha messo il cazzo sul buco ed ha spinto. Faceva fatica. L’ho sentito entrare tutto di spinta, mi ha fatto male ma dopo un po’ non ho sentito più il dolore, solo il suo cazzo dentro di me che andava avanti ed indietro. Non so per quanto tempo mi ha inculato, ricordo che avevo la faccia contro la parete ed il suo cazzo nel culo. Quella situazione mi aveva eccitato e sentirlo dentro non mi dispiaceva.
Con Silvio avevo avuto solo rapporti orali ed era da tanto tempo che volevo essere inculato ma mai avrei pensato che sarebbe stato il don a farlo. Sentivo il suo cazzo scivolare dentro e mi piaceva. Mi chiamava troia, mi chiedeva se mi piaceva essere inculato, spingeva sempre più forte, era fantastico Ha sborrato dentro di me, ha continuato ad incularmi per un po', poi l’ho sentito scivolare fuori, è stata una sensazione stupenda sentire il mio culo che lo lasciava andare.
Don Giorgio mi ha intimato di non dire nulla in giro. Mi disse che mi avrebbe fatto un bel regalo per il mio compleanno e poi, se si sarebbe sparsa la voce, io avrei fatto la figura del frocio. Sono tornato a casa con la sensazione di avere ancora il suo cazzo dentro. Ero sconvolto, possibile che era successo? Non ci credevo, era piaciuto anche a me! Ero stato inculato dal don, pazzesco. Mi sono masturbato diverse volte ripensandoci, la parte che mi eccitava di più era ripensare al suo cazzo dentro il mio culo. Dopo una settimana, al ritorno dal ritiro spirituale, il don mi incontra sempre sul campo di calcio dell’oratorio e mi dice di seguirlo in camera perché aveva un regalo per me.
Siamo saliti in camera sua ed in effetti il regalo c’era: un completo da calcio della mia squadra preferita. Ero contento, lo desideravo da tanto. Mi ha detto di provarlo, che non dovevo vergognarmi a spogliarmi davanti a lui, in fondo eravamo due maschi ed avevamo fatto sesso insieme. Mi sono spogliato e lui mi ha aiutato a mettermi il completo da calcio.
Mentre lo faceva mi accarezzava il culo. Ha infilato la mano dentro i pantaloncini, mi ha preso il cazzo in mano ed infilato un dito nel culo. Ho lasciato fare. Speravo in qualcosa del genere, ero andato in camera sua apposta.
Ero eccitato e si vedeva dal gonfiore dei miei pantaloncini.
Mi disse che stava aspettando don Luigi ma di non preoccuparmi. Continuava ad accarezzarmi. Gli aveva parlato di me e voleva farmelo conoscere. Mi disse che era un tipo simpatico, infilò la mano nei pantaloncini e lo tirò fuori, lo prese in bocca e cominciò a succhiare, mi disse che avevo un bel cazzo, lo faceva impazzire.
Quando arrivò, don Giorgio cominciò ad adularmi dicendo che ero un bravo ragazzo, ubbidiente, e molto discreto poi mi disse di togliermi il completo da calcio così lo riponeva nella scatola. Ero rimasto completamente nudo davanti a loro due ed il mio cazzo era duro.
Don Giorgio mi accarezzava il culo spingendo un dito dentro e mi chiedeva se mi era piaciuto la volta precedente. Non ho risposto, non volevo sapesse che mi era piaciuto e che speravo succedesse di nuovo.
Mi disse che quella volta mi sarei divertito molto, il nuovo arrivato mi ha fece i complimenti per quanto l'avevo duro e lo ha afferrato in mano, si è inginocchiato e lo ha preso in bocca. Mentre lo succhiava aveva infilato un dito nel mio culo e spingeva.
Mi piaceva sentire il suo dito dentro. Eravamo tutti e tre nudi. Non sapevo cosa fare ma ero eccitatissimo, aspettavo una loro mossa. Don Giorgio ha chiuso la porta a chiave e siamo andati sul letto. Mi ha preso per le spalle e mi ha fatto mettere alla pecorina.
“Non ti farò male!” mi disse. Ha spalmato della vaselina sul suo cazzo, l’ha appoggiato sul mio culo ed ha spinto. Ha fatto fatica ma è entrato tutto. Questa volta non ha fatto male, lo sentivo scivolare. Mi chiedeva se mi piaceva sentirlo dentro. Non sapevo cosa rispondergli, mi piaceva ma non volevo che lo sapesse. Era meraviglioso sentirlo scivolare dentro. Il don mi stava inculando, avevo la testa sul cuscino questa volta.
Spingeva fino in fondo, lo sentivo tutto, duro. Don Luigi si stava facendo una sega, si è avvicinato e mi ha messo il cazzo davanti la bocca. Dai succhialo mi diceva, non è difficile, devi solo aprire la bocca e far finta che è un gelato. Non so come è successo, ma ad un certo punto mi sono ritrovato il suo cazzo in bocca ed ho cominciato a succhiarlo con impegno, lui spingeva, l’ho succhiato fino a quando ho avuto la bocca piena di sborra.
“Mandala giù!” diceva, “Vedrai che è buona!” Ma io non ci sono riuscito ed l’ho sputata tutta fuori. Don Giorgio continuava ad incularmi, non faceva male anzi mi piaceva sentirlo scivolare dentro, era durissimo. Sentirlo scivolare dentro era una bella sensazione, lo sfilava e lo rimetteva dentro facilmente, era stupendo, poi anche lui ha sborrato.
Mi dicevano di stare tranquillo, che non c’era niente di male in quello che stavamo facendo, che era solo divertimento tra maschi. Io ero tranquillo, mi piaceva quello che mi stavano facendo ed io mi lasciavo fare, ero eccitato, mi sentivo una troietta in quel momento, una troietta sottomessa. Mi dissero che da quel momento saremmo diventati amici e che io ero il loro preferito.
Ero sdraiato in mezzo a loro, mi accarezzavano e mi dicevano che ero stato bravo, ero eccitato, mi piaceva quella situazione, essere l’oggetto del loro desiderio Don Luigi aveva di nuovo il cazzo dritto, duro e grosso. Mi ha detto di sedermi sopra di lui cosa che ho fatto. Ho sentito la sua cappella farsi largo dentro di me, mi sono lasciato andare, è scivolato dentro facilmente. Era stupendo, lo sentivo tutto. L’ho cavalcato per un po’ in quella posizione, mi piaceva sentirlo dentro fino in fondo, fino alle palle. Spingevo, lo volevo tutto dentro poi mi ha fatto mettere alla pecorina. L’ha rimesso dentro con una facilità incredibile, spingeva sempre più forte e mi chiamava frocio, il suo frocetto. Mi piaceva essere considerato il suo preferito, mi piaceva essere inculato dal don.
Mi sono sdraiato di schiena, ho allargato le gambe, don Luigi lo ha rimesso dentro ed ha iniziato ad incularmi. Don Giorgio si è seduto sul mio petto e me l’ha messo in bocca ancora moscio, l’ho sentito diventare duro poco alla volta. Ho cominciato a succhiarlo come un gelato, mi piaceva sentirlo duro, il don mi teneva ferma la testa e spingeva sempre più forte. L’ho sentito arrivare fino in gola ed in gola mi ha sborrato.
L’ho dovuta mandare giù tutta e mi è piaciuto, ho continuato a succhiargli in cazzo fino a quando non gli è diventato moscio. Don Luigi era dentro di me, sentivo il suo cazzo scivolare sempre più forte. Mi piaceva, cazzo se mi piaceva. L’ho cinturato con le gambe, mi piaceva troppo, lo volevo sentire dentro. Ha cominciato a mordermi le labbra, il collo e spingeva.
Troia, mi chiamava troia. Ha sborrato dentro il mio culo, ha continuato ad incularmi per un po', poi è scivolato fuori ed ho sentito la sborra colarmi sulle gambe. Avevo il cazzo duro e mi segavo, don Gianni ha tolto la mia mano e lo ha stretto, ha avvicinato la lingua ed ha cominciato a leccarmi la cappella poi l’ha fatta sparire in bocca.
Era una ventosa, mi ha messo un dito nel culo ed ha iniziato a spingerlo dentro. Ha bevuto tutta la mia sborra. Mi hanno chiesto se mi era piaciuto, non potevo dire di no e poi il corpo non mente, era evidente che mi era piaciuto e molto.
“Bravo ragazzo!” mi hanno detto, “ Questo sarà il nostro segreto!” E lo è stato per tanti anni.
Quel giorno i miei erano andati al paese così il don mi ha chiesto di rimanere a dormire da lui.
Ci siamo addormentati insieme. Quando mi sono svegliato loro stavano ancora dormendo, mi sono rivestito li ho svegliati e sono andato via. Mentre attraversavo il cortile dell'Oratorio avevo la sensazione che tutti sapessero quello che avevo appena fatto. Sembrava che avessi scritto il faccia che ero frocio. Mi era piaciuto farmi inculare dai don, avevo ancora l'impressione di sentire i loro cazzi nel culo.
Anche farmi sborrare in bocca mi era piaciuto molto, avevo ancora in bocca il sapore della loro sborra. Era la prima volta che lo succhiavo fino alla fine. Con Silvio c’eravamo fatti delle gran pompe ma mai sborrato dentro.
Ero proprio diventato frocio? Impossibile! Le ragazze mi interessavano eccome, mi sparavo delle gran seghe pensando a loro ma ultimamente me le sparavo pensando ai cazzi dei don. Cosa mi stava succedendo allora?
Ero attirato dal loro cazzo. mi eccitava l'idea del prossimo incontro con i don. Ero impaziente, ma loro per una settimana mi hanno praticamente ignorato ed io mi chiedevo perché?
La domenica, dopo la partita, don Luigi mi chiama in disparte e mi dice che era stato trasferito in una parrocchia fuori città, nel pomeriggio andava a visitarla e mi aveva invitato. Sarebbe venuto anche don Gianni.
Sapevo come sarebbe andata a finire anzi, lo speravo. Il pomeriggio siamo partiti in macchina, la parrocchia non era distante. L’abbiamo visitata poi siamo andati nell’appartamento del parroco. La camera da letto era al secondo piano e dalla finestra si vedeva uno splendido panorama della vallata. Lo stavo osservando quando don Gianni mi è venuto alle spalle ed ha cominciato a strusciarsi sul mio culo.
Lo sentivo attraverso i pantaloni che il suo cazzo era duro. Ero eccitato. “Qui non ci disturberà nessuno” mi tranquillizzò don Giulio, “la perpetua l’ho mandata a casa, ci siamo solo noi, possiamo divertirci quanto vogliamo.
Possiamo anche fare tardi, i tuoi sanno che sei al sicuro, insieme a me.” Don Gianni mi tolse la maglia e cominciò a succhiarmi ed a mordermi i capezzoli. Avevo il cazzo che mi scoppiava tra i pantaloni, me li sono sfilati e le mani di don Giulio hanno iniziato ad accarezzarmi il culo, infilandomi dentro un dito e spingendo forte.
Ero rimasto completamente nudo tra loro due.
“Ecco la nostra troietta” mi dicevano. “Vieni da brava, vieni a succhiarcelo.” Si sono abbassati i pantaloni e hanno cominciato a segarselo.
Ho ubbidito, mi sono inginocchiato e li ho presi in bocca, ho cominciato a succhiarli, uno alla volta. Mi dicevano che era stupendo, che succhiavo meravigliosamente bene ed io ci mettevo più impegno, passavo da un cazzo all'altro, univo le cappelle e le leccavo poi di nuovo le prendevo in bocca, una dopo l’altra e mi piaceva, le succhiavo sempre più forte, stavo diventando bravo.
“Voglio la tua fighetta amore mio.” Ero rimasto con il cazzo di don Gianni in bocca, continuavo a succhiarlo, lui spingeva, mi teneva ferma la testa e mi scopava in bocca. “Succhia frocetto, succhia così bravo, continua.” mi diceva. Ho continuato a succhiarlo, spingeva, lo sentivo arrivare in gola.
Il dito di don Luigi, pieno di lubrificante, scivolava nel mio culo poi è stato sostituito dal suo cazzo. Ho sentito la sua cappella spingere e farsi strada, sentivo il mio culo allargarsi piano, l’ho sentito entrare piano e scivolare dentro, l’ho sentito spingere, era una sensazione fantastica l’ho sentivo tutto dentro, duro e magnificamente grosso, mentre don Gianni mi scopava in bocca.
Cosa volevo di più, avevo un cazzo nel culo ed uno in bocca, sentivo don Luigi spingere sempre più forte e chiamarmi “Brutta troia, godi vero? Ti piace il mio cazzo vero?”.
Gli ho risposto di si con la testa mentre ingoiavo la cappella di don Gianni. Mi piaceva il suo cazzo, mi piaceva tanto sentirlo scivolare dentro, avevo i brividi. L’ho pregato di spingere più forte, di sfondarmi. E il don ha cominciato a spingere sempre più forte, come un martello pneumatico. Lo sentivo scivolare dentro e mi venivano i brividi.
Era fantastica la sensazione che provavo sentendo il suo cazzo duro che mi inculava . Anche il cazzo di don Gianni era duro e continuava ad essere succhiato con passione.
Ero distratto dal piacere di sentire il cazzo muoversi dentro di me che non mi sono accorto di avere la bocca piena di sborra, non mi sono fermato ho continuato a succhiare ed a mandare giù tutto.
“Bravo, così. Succhia, bevila tutta, ti piace vero?”
Si, mi piaceva la sua sborra. Don Luigi spingeva sempre più forte. Lo sfilò e mi disse “Girati presto!” mi sono girato e mi ha sborrato in faccia, sentivo la sborra colarmi sul viso.
Ho preso il cazzo in bocca ed ho succhiato tutta la sborra rimasta. Mi hanno inculato a turno per tutto il pomeriggio, ne avevano sempre voglia ed io non dicevo di no, ero troppo eccitato, mi piaceva tutta la situazione.
Essere lì con loro, essere oggetto del loro desiderio, avrebbero potuto fare di me tutto ciò che volevano, avrei risposto di si. Mi piaceva stare con loro ed essere inculato, era il nostro segreto.
Almeno così pensavo.
Don Gianni mi disse che aveva sentito dire dal mio professore di matematica, che ero scarsino nella materia.
“Se vuoi posso parlarci io. È un mio amico, un intimo amico.”
L'idea mi piaceva, in fondo era vero in matematica ero una sega, quindi ho accettato volentieri.
“Don, io però non so come pagare le lezioni, i miei non se la passano bene.”
“Tranquillo ci parlo io.”
Dopo qualche giorno ci fu l’incontro con il prof che mi disse: “Ce la puoi ancora fare, proprio perché sei amico di don Gianni che mi ha parlato molto bene di te, posso darti delle lezioni private. Possiamo cominciare stasera, vieni da me stasera dopo le 20:00.”
Mi sono presentato puntuale anche se il prof abitava distante, ci sono volute dieci fermate di auto. Lezioni private dal mio prof di matematica, era incredibile. Dopo la lezione chiesi al prof come potevo pagare le lezioni visto che non avevo soldi.
Lui rispose: “Il modo si trova tranquillo, ora rilassati la lezione è stata pesante, devi applicarti, prima il dovere e poi il piacere. Ah proposito di piacere, ho sentito che ultimamente ti vedi spesso con don Luigi e don Gianni. Tranquillo, nessuno dei due ha fatto la spia, ho ascoltato involontariamente e non visto, una conversazione tra di loro, parlavano delle vostre performance a letto e di quanto sei bravo nel soddisfarli. Non preoccuparti rimarrà un segreto tra noi se farai il bravo, ti chiedo solo una piccola cosa, spogliati!”
Ero basito, quello che credevo essere un segreto tra me e i don non era più un segreto, ero molto imbarazzato, ma mi sono spogliato, sono rimasto nudo in piedi davanti a lui.
Si è alzato ed ha cominciato ad accarezzarmi il culo, mi diceva che avevo un bel corpo. Ha preso la mia mano e l’ha messa sui suoi pantaloni, sentivo il suo cazzo duro.
“Tiramelo fuori e succhiamelo!”
Mi sono inginocchiato, gli ho sbottonato i pantaloni e ho tirato fuori il cazzo.
“Succhiamelo dai, frocetto, da bravo succhialo.”
L’ho scappellato, era grosso. Tutti grosso l'avevano, ho cominciato a segarlo poi l’ho preso in bocca. Gli ho fatto un fantastico pompino, lui mi scopava in bocca e mi sussurrava che mi amava, mi ha sborrato in bocca.
“Bravo ragazzo, ora sai come pagare le tue lezioni.” Le ho pagate tutte.
Una sera, finita la lezione ed il pagamento, mi ero incamminato verso la fermata del bus, pioveva forte. Si è fermata una macchina che ha abbassato il finestrino, una voce mi ha chiesto se volevo un passaggio. Si chiamava Gino.
Mi ha chiesto dove stavo andando. In centro gli ho risposto.
“Devo andare anche io da quelle parti ma prima devo fermarmi a casa a farmi una doccia, ho un appuntamento con amici e ho appena finito di lavorare, dieci minuti e ti accompagno a casa.” Pioveva forte, ho accettato tanto che cosa poteva capitarmi. Siamo andati a casa sua, poco distante da quella del prof, una bella villetta, siamo saliti.
“Se vuoi qualcosa da bere non fare complimenti.”
Si è spogliato nudo davanti a me ed è andato in bagno.
“Se vuoi puoi fartela anche tu la doccia.”
La voglia c’era, ero completamente bagnato e puzzavo di sudore e di sborra del prof, Gino è uscito da bagno, era completamente nudo.
“Dai non fare complimenti. Tieni l’accappatoio.”
Vado in bagno e mi faccio la doccia, ci voleva proprio, chiudo l’acqua e apro la porta del doccia, me lo trovo davanti.
Si inginocchia e comincia a succhiarmelo, poi mi spinge nel box doccia, apre l’acqua e continua a succhiarmelo, si gira, prende il mio cazzo in mano e lo mette sul suo culo, spingo. Lo sento entrare, comincio ad incularlo.
L'ho inculato fino a quando l’acqua è diventata fredda poi siamo andati nella sua camera da letto. Non ci siamo detti niente. Ho preso il suo cazzo in bocca e gli ho fatto un pompino favoloso, stava per sborrare ma mi sono fermato in tempo. Bel cazzo il suo, lungo e duro, piacevole da succhiare.
Mi fa sdraiare sul letto e comincia a leccarmi le palle, le succhia, mi lecca il culo sento la sua lingua, la infila dentro.
“Che bel culetto che hai, mi è piaciuto subito. Ci sto facendo un pensierino.”
Sapevo che tipo di pensierino aveva in mente, infatti l’ho sentito entrare tutto il suo pensierino e come spingeva. Mi inculava e mi segava. Lo sentivo scivolare dentro, mi piaceva.
“Che troia che sei. Sei una troia in calore, ti fai inculare dal primo che incontri. Ne avevi voglia vero puttana? Ti piacciono i cazzi grossi veri? Ti piace il mio cazzo? Dai rispondi troia!”
Mi insultava, mi dava della troia, puttana ed io mi sentivo così in quel momento, inculato da uno sconosciuto. Mi volevo sentire troia.
Mi piaceva essere inculato da Gino, il suo era un bel cazzo, duro e resistente. Mi ha inculato in tutte le posizioni e non so per quanto tempo. L’ho fatto sborrare con un pompino.
Quando sono arrivato a casa ero sfatto. Avevo la sensazione di avere ancora il cazzo di Gino nel culo. Stavo diventando frocio, non c’era dubbio anzi mi sentivo frocio! Quattro cazzi in poco tempo era un record. Mi sono masturbato spesso pensando a loro.
Gli incontri con don Gianni erano frequenti, passavo diverso tempo insieme a lui e con la scusa dello studio andavo spesso in camera sua, dove passavo il tempo a succhiarglielo o a farmi inculare.
Era da un po’ di tempo che in oratorio sentivo gli occhi di tutti addosso a me, mi chiamavano il cocco di don Gianni e qualcuno sussurrava che ero il frocetto di don Gianni. Facevano battute pesanti. Era una sensazione spiacevole ma era reale.
Una mattina, dopo la partita, negli spogliatoi eravamo rimasti in quattro, io, Mirco, Dario e Davide, tutti gli altri erano andati via.
Eravamo nudi e pronti per la doccia.
Sento Mirco dire: “Però hai un bel culetto frocetto. Ehi, ce lo succhi il cazzo?” Si sono avvicinati tutti e tre con il cazzo in mano, duro. “Dai succhiacelo, lo sappiamo che ti piace farlo ai preti.”
Mirco mi ha preso alle spalle ed insieme a Davide mi ha costretto ad inginocchiarmi. Dario era davanti a me con il suo cazzo duro in mano a pochi centimetri dalla mia bocca.
“Ora me lo prendi in bocca e non fare lo stronzetto, se mordi ti massacro di botte.”
Ho cominciato a succhiarglielo.
“Ecco così bravo, succhia. Lo vedi che li sai fare i pompini, continua!”
Davide ha preso del sapone liquido e me l’ha messo nel culo facendoci scivolare dentro il dito.
“Ora te lo metto tutto dentro. Se fai il bravo non ti faccio male, resta in ginocchio e rilassati.” L’ho sentito tutto il suo cazzo , l'ho sentito entrare, mi ha fatto anche un po’ male. Gli chiedevo di fare piano, ma lui spingeva.
“Zitta femminella che ti piace, godi finocchio.”
Avevo il cazzo di Dario in bocca, lo succhiavo, mi teneva ferma la testa e mi scopava in bocca, spingeva fino in gola dove ha sborrato.
Davide aveva una resistenza incredibile, mi inculava, spingeva, faceva un po’ male ma non ha smesso di incularmi fino a che non ha sborrato.
Il cazzo di Mirco era il più grosso dei tre ma è entrato facilmente. Spingeva che era una meraviglia ma ha sborrato quasi subito è stato sostituito da quello di Dario, cazzo decisamente più piccolo ma resistente. Mi avevano inculato tutti e tre.
“Dai che ti è piaciuto. Non lo dire a nessuno quello che è successo altrimenti diciamo che frocio che sei. Che ti abbiamo inculato e che ti è piaciuto.
A proposito, sarai il nostro frocetto. Ricordati, solo con noi!”
Mi hanno lasciato in ginocchio sul pavimento, ero sporco di sborra. Mi sono fatto la doccia, avevo il culo dolorante, ero stato violentato, ma non mi spiegavo come mai mi era piaciuto, comunque per un po smisi di andare all'oratorio ed a calcio.
Se l’avesse saputo il resto della squadra sarebbe stata la fine, mi avrebbero trattato da frocio e avrei passato il tempo ad essere inculato.
Sono entrato a far parte del gruppo a pieno titolo solo quando ho presentato loro Paola, ce la siamo scopata in quattro e questo a dissipato i dubbi di tutti coloro che pensavano fossi solo frocio. Avevo di nuovo una rispettabilità.
Quando non c’era Paola ero io a soddisfarli.
Ero tornato a far parte della squadra di calcio e frequentavo di nuovo l’oratorio. Don Luigi era partito ma don Gianni era rimasto. Ho superato l’esame di matematica e con Davide, Dario e Mirco ho formato un quartetto perfetto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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